Open Court - 29 ATP, Copertina, Davis/FedCup, Generica

Open Court: Nick Kyrgios, un talento da preservare (di Marco Mazzoni)

24/09/2015 08:15 14 commenti
Nick Kyrgios classe 1995, n.42 ATP
Nick Kyrgios classe 1995, n.42 ATP

Lo scorso weekend di Davis ci ha regalato discrete emozioni. Eccellente Fognini, che mantiene l’Italia nel World Group con una prestazione maiuscola, da vero davisman. Ancor più dolce la favola del Belgio, che strappa al fotofinish una storica finale (in casa) contro la Gran Bretagna, altra nazione che mancava l’atto conclusivo da ben 37 anni. Merito di Andy Murray, che sostenuto dal fratello Jamie in doppio ha conquistato tre punti, ed infranto il sogno dell’Australia di tornare a giocarsi l’“Insalatiera”. Delusione per gli appassionati down under, ma l’appuntamento per loro sembra soltanto rimandato. La squadra australiana è indubbiamente quella più futuribile, la più attrezzata a diventare dominante grazie ad un team giovane, ricco di talento e che sta crescendo sia come individui che come gruppo. Cresce ma non senza difficoltà, per la complessa gestione di personaggi tutt’altro che banali come Tomic, Kokkinakis e Kyrgios. Talenti purissimi sul lato sportivo, ma persone a dir poco spigolose…

Di Tomic si è scritto tantissimo. Una vita che si potrebbe riassumere col titolo della nota canzone degli Aerosmith “Livin’ on the edge”, tutto al massimo, tutto fuori controllo. Ragazzo complicato di suo, reso ingestibile da un padre-padrone ingombrante, rissoso ed ancor più scomodo del figlio. Cadute ed eccessi, ma qualche passo in avanti dallo scorso anno, tanto che il buon Bernard nel 2015 ha giocato con continuità ed applicazioni nuove, ed i risultati mediamente si sono visti. Thanasi Kokkinakis è il più tranquillo del gruppo. Talvolta sbotta pure lui, ma senza avvicinarsi ai picchi dei connazionali. E’ anche il più giovane, in piena evoluzione fisica, tecnica e tattica. Sta salendo molto, soffre momenti di vuoto ma gli elementi perché possa diventare un giocatore molto importante ci sono eccome. Tutto lascia pensare che possa essere il più solido sul piano agonistico, e visto che razza di sport è diventato il tennis al massimo livello eccellere nella lotta è un tassello fondamentale. Non va dimenticato Sam Groth. Bombardiere di razza, fisico impressionante, è una spalla superba in doppio, ma all’occorrenza è pronto a difendersi anche in singolo aggrappandosi alla sua battuta terrificante (sull’erba in casa può essere pericoloso per tutti). Non mi sono dimenticato dell’altro fattore K, Nick Kyrgios. E’ un talento straordinario, potenzialmente il migliore degli Aussie, forse il migliore in assoluto nella sua classe. Già nel grande tennis da un paio di stagioni, è cresciuto in modo esponenziale tanto da riuscire ad entrare nella top30 del ranking con meno 40 match ufficiali giocati in carriera. Eppure dalla scorsa estate su di lui si parla fin troppo, ma non per meriti sportivi. “Il Fattaccio” che l’ha visto protagonista nel match vs. Wawrinka in Canada è entrato nel libro nero del nostro sport, e non solo. Ne hanno parlato tutti i media, anche non sportivi, tanto che non voglio rispolverarlo di nuovo. Tutti sanno quel che è accaduto, incredibile la gravità delle parole di Nick in quel contesto.

Kyrgios è uscito dall’occhio del ciclone dopo l’eliminazione al 1° turno agli US Open, ma subito dopo la sconfitta dell’Australia in Davis è tornato al centro dell’attenzione per le dichiarazioni di John Newcombe. Uno che non parla molto, e non lo fa mai a caso. Ha tuonato contro Kyrgios in un’intervista rilasciata a Fairfax Media. Questa una breve sintesi delle sue parole: “Kyrgios? Ripenso a Nastase… Tutti odiavano come si comportava, e nella stagione 72-73, per lui eccellente, fu isolato. Nessuno negli spogliatoi rispondeva alle sue provocazioni o voleva parlare con lui, era un chiaro segnale affinché cambiasse il suo atteggiamento”. Continua John, focalizzandosi su Nick: “Conoscevo benissimo Ilie, non conosco abbastanza Nick per sapere quali siano i veri problemi, ma qualcosa c’è e va affrontato. Se continua a tenere quest’attitudine le cose per lui saranno difficili. Il rispetto dei suoi colleghi è importante. Quando lo dicono gente come Federer, Nadal e Djokovic, che hanno contribuito a creare una forte reputazione per il tennis, devi sederti e prendere nota. Nick sa bene quanto si sta lavorando per ricostruire una forte cultura del tennis in Australia, rappresentiamo una tradizione che è nata da oltre un secolo. Quando si sceglie di giocare non si rappresenta solo se stessi e la propria nazione ma anche la nostra tradizione”. Chiosa finale sulla esclusione di Kyrgios dalla squadra di Davis, assenza forse decisiva alla sconfitta australiana: “Un peccato che Nick non sia stato convocato, ma è stato giusto così. Tutti gli addetti ai lavori pensano che Nick potrebbe non sfruttare totalmente il suo potenziale per colpa del suo atteggiamento. Adesso si trova ad un bivio importante. Ha un’età in cui non si può permettere di sprecare anni, diventa molto difficile tornare indietro”. Difficile non sottoscrivere, parola per parola, il pensiero di Newcombe. La questione Kyrgios è complessa, perché è un ragazzo complesso, non cattivo ma conflittuale, con se stesso e con il mondo. Un giovane che forse deve imparare a vivere a 360° non solo in campo, ben sapendo che il campo e l’esposizione dell’essere un personaggio amplifica tutto a dismisura, rendendolo più complicato. Così che diventa complicato anche parlarne, equivale ad addentrarsi in un campo minato. Ancor più se si cerca di farlo in modo distaccato e obiettivo, senza farsi prendere da facili moralismi o della frenesia della campagna mediatica tranciante che ha accompagnato il suo gesto scellerato.

La sua risposta a caldo in campo, nel pieno del vortice che l’ha travolto, lascia più di un dubbio. Non ha più giocato dopo la sconfitta al 1° turno a New York. Un match serale difficilissimo, opposto ad uno dei favoriti per il titolo (Murray) ed in prime time, con tutti i commentatori pronti a stigmatizzare di nuovo la sua condotta. Non ha nemmeno giocato male, c’ha provato, aggrappandosi alle sue armi tecniche (servizio, dritto, gioco spumeggiante ed istintivo), ma anche mostrando notevole difficoltà nel gestire la tensione. Nella fase calda del match, quando addirittura poteva provare a girarlo, è come scomparso dal campo. Non ha sbroccato, non si è lasciato andare ai suoi atteggiamenti “classici”, a quell’indolenza mista a supponenza che lo rende antipatico ai più. Ovvio che abbia subito il momento, era impossibile il contrario, ma il “non reagire” è stato un tentativo di autocontrollo per non esporsi di nuovo alla gogna? Oppure le sue spalle hanno ceduto di netto, e si è lasciato scivolare via insieme alla partita? Difficile capirlo, forse non sarebbe stato possibile nemmeno parlandoci dopo il match. Lui ha detto ben poco, trincerandosi dietro frasi di rito. Le prossime settimane tornerà in campo, sarà molto interessante valutare che Kyrgios avremo a freddo. Se sarà riuscito ad archiviare tutto e ripartire. Se la lezione avrà avuto qualche effetto sulla sua condotta (ricordiamo che l’ATP l’ha messo nel limbo, al primo sgarro scatterà una severa squalifica) o se addirittura riuscirà ad uscirne più forte. Sarà il campo, il suo corpo e la sua racchetta a parlare.

Adesso mi preme sottolineare una personale speranza: che tutti (mondo del tennis e non, media, giocatori e lo stesso Kyrgios) abbiano la forza di voltare pagina e ripartire, parlando di Kyrgios per il suo tennis. Stop. Nessuna velleità di prenderne le difese. Nick per quel che ha combinato è indifendibile. Ha commesso un atto grave, gratuito, che merita una sanzione e che difficilmente gli sarà perdonato, restando una bruttissima macchia nella sua carriera. Tuttavia ritengo che la gogna mediatica che ha sopportato sia stata sproporzionata all’atto stesso. Kyrgios ha commesso una stupidissima “cazzata” (passatemi il termine), proprio bella grossa, di cui sta pagando le conseguenze, sia sul piano sportivo (esclusione in Davis, rapporti tesi con la Federazione e mondo tennistico nazionale, difficoltà a lavorare bene con un coach autorevole, ecc) che come immagine (ha già perso qualche sponsor, ed il suo valore commerciale potenzialmente sconfinato ha subito una mazzata terribile). Credo sia stato fondamentalmente un eccesso giovanile di un ragazzo con serie difficoltà a controllarsi, che ha bisogno di crescere e maturare come persona prima che come atleta. Un fatto brutto, ma senza una malizia di fondo, totalmente stupido e fine a se stesso.

Kyrgios è un tennista molto importante. Che piaccia o meno, che sia simpatico o no, è un patrimonio presente e futuro del nostro sport. E’ un potenziale numero uno, dotato di un gioco altamente spettacolare, che non lascia indifferenti. Non è un caso che nonostante la giovanissima carriera, alcuni suoi match siano stati tra i più divertenti degli ultimi anni. E questo è solo una minima parte del potenziale di spettacolo e divertimento che la sua racchetta può regalare al nostro mondo. Per questo ritengo che continuare a gettargli addosso la croce per quel “fattaccio” sarebbe sciagurato ancor più del suo gesto. Serve la forza per voltare pagina e ripartire. Ovviamente, come ben dice Newcombe, il primo passo deve farlo lui, cambiando atteggiamento. Ognuno ha il proprio carattere, nessuno gli chiede di diventare un piccolo Edberg, ma di imparare cose fondamentali come il rispetto e l’educazione, a rispettare gli spazi altrui affinché vengano rispettati i suoi.

Mi auguro che al suo ritorno in campo si parli solo del suo tennis, della sua terrificante battuta, dei suoi colpi estemporanei e bellissimi; anche dei suoi difetti e problemi, ma senza ritornare ad ogni sconfitta o esternazione su quel bruttissimo giorno di Montreal.

Personalmente penso che doping e scommesse siano i veri mali assoluti del tennis e dello sport in generale, un cancro pericolosissimo perché più subdolo e silenzioso, ma realmente devastante. Queste sono due condotte da censurare in modo assoluto, duro e spietato. Su questi temi dovrebbe concentrarsi con la massima energia il mondo del tennis e dei media. Il “Kyrgios-gate” resterà un fatto orribile, una macchia, ma lo ritengo una colpa non paragonabile a quella di chi altera il risultato sportivo delle partite vendendosi, o dopandosi. Queste colpe sì che meritano un’attenzione costante, ed una cassa di risonanza totale.

Meglio ancora, invece che inseguire la notizia a sensazione a tutti i costi, sarebbe bello che si focalizzasse l’attenzione su quanto sia difficile arrivare in alto nel tennis, quanto costa il lungo e difficile percorso verso l’alto livello, e che pressione enorme si debba reggere. Quella pressione che evidentemente Kyrgios fa maledettamente fatica a gestire, rischiando di buttare al vento un talento raro per non riuscire a difendersi da se stesso.

 

Marco Mazzoni

@marcomazz


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14 commenti. Lasciane uno!

winter18 (Guest) 24-09-2015 19:40

@ gianfranco (#1456517)

il divertimento di assistere a un match di Kyrgios è proprio che non si tiene assolutamente niente dentro, parla continuamente, con se stesso, col pubblico….è un tipo particolarissimo che ci sta benissimo nel circuito, oltre a essere di gran lunga il miglior Under21 per margini di crescita e potenzialità.

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II (Guest) 24-09-2015 16:35

comportati male, dici cose che esulano da ogni regola del vivere civile…e fai in modo che tutti parlino di te.. non ha importanza se giochi bene a tennis..l imp che diventi una super star da gossip…in cio’ il nostro eroe e’ stato veramente un vero fenomeno…molti giornalisti penso che gli devono veramente tanto tanto…credetemi…forza italia del tennis…

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Shuzo (Guest) 24-09-2015 14:59

Mi sono piaciute molto le dichiarazioni di John Newcombe perché ha avuto un approccio costruttivo, mettendo in guardia il ragazzo dai rischi che corre e stimolandolo a cambiare per diventare una persona responsabile.
C’è un principio buddista che dice “Possiamo attirare fortuna o sfortuna da 10 mila miglia lontano. La fortuna viene dal cuore e ci onora, la sfortuna viene dalla bocca e ci rovina”.
Essendo un ragazzo giovane, è fondamentale che le persone intorno a lui lo consiglino bene. Comunque mi sembra che la Federazione australiana stia agendo bene. Proprio perché stanno investendo molto per riportare il tennis australiano ad alti livelli, sanno che i propri ragazzi vanno fatti maturare anche sul piano umano. Infatti Kokkinakis ha risposto con diplomazia a domande relative all’increscioso episodio. Sono convinto che lì ci sia stato l’intervento di tecnici e dirigenti che avevano intuito che se anche Thanasi avesse lasciato dichiarazioni fuori luogo, l’atmosfera si sarebbe surriscaldata ancora di più. Anche la pausa di riflessione di Nick è molto appropriata, nonostante ciò abbia significato dover rinunciare a lui in Coppa Davis. Ma giustamente, ragionano a lungo termine.
Goethe diceva:
“Se perdi dei soldi, hai perso poco.
Se perdi l’onore, hai perso molto ma basta una bella azione per recuperare quanto perduto.
Ma se perdi il coraggio, è la fine. Era meglio che non nascessi.”
Io trovo che Kyrgios stia reagendo bene, con coraggio e saggezza. Contro Murray, nonostante fosse molto scosso, ci ha provato. In seguito non ha più fatto passi falsi, sforzandosi di controllarsi in campo e di rilasciare dichiarazioni che da una parte non aggravassero ulteriormente la situazione e dall’altra di continuare a camminare a testa alta. Adesso fa bene a prendersi una pausa in modo da digerire lo sconvolgimento che ha provocato, lasciar freddare le acque. Se saprà sforzarsi a imparare a gestire meglio la tensione e l’aggressività indirizzandole verso scopi più costruttivi, potrà sfruttare quanto avvenuto per accelerare il suo processo di maturazione come giocatore e come uomo.

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gianfranco (Guest) 24-09-2015 13:55

Scritto da winter18
Che noia!!!
Ma che ha detto di così drammatico? Se non c’erano i microfoni, nessuno ne avrebbe parlato…mi viene una gran nostalgia dei bad boys alla Mac&Jimbo, periodo nel quale tutta questa melassa di “politically correct” non esisteva. E’ un estroverso e un logorroico certo, eppure raramente si trova oggi un tennista che applaude sempre i bei punti dell’avversario, come fa l’australiano.
Forza Nick, sii te stesso e fregatene delle maestrine col ditino alzato.

Kyrgios è “solo” estroverso non logorroico.Logorroici sono coloro che,come tu ben evidenzi,continuano a rompere gli “zebedei” con ciò che ha detto “al spesso maleducato” Wawrinka. 😳
P.s.
Anche Mazzoni,che scrive di non volerlo ricordare,ce lo ricorda.Ma basta,finiamola davvero.Kyrgis è meno maleducato di tanti altri.

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Mario (Guest) 24-09-2015 13:42

Marco Mazzoni è un grande!

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magilla (Guest) 24-09-2015 12:24

perche una cosa deve escluderne un’altra…..

perche qualcuno dice (giustamente) che il doping è un problema piu importante di certi atteggiamenti sul campo…..ma non vedo il perche’ una cosa deve escluderne un’altra meno grave ma non per questo non importante.

il tennis è ancora uno di quei pochi sport dove l’etica ha ancora un certo rilievo e a me piace che sia ancora considerata come una regola di questo sport.
sentire in una telecronaca di davis nargiso che giustifica gli atteggiamenti di rublev lo trovo poco sportivo e “antitennistico” come chi giustifica fognini al di la’ dei valori sportivi.

io sono per le regole anche comportamentali nello sport….sono un buon esempio per averne anche nella vita al di fuori dei campi di gioco di qualsiasi sport.

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winter18 (Guest) 24-09-2015 11:38

@ marco mazzoni (#1456364)

Egregio Marco, ma l’hai vista bene la scena incriminata? Kyrgios si gira di spalle a wawrinka e dice la battuta ( per me “scorretta”, ma irriverente più che cattiva, anche per il modo con cui la dice, sussurrandola, di modo che senza i microfoni , avrebbero potuta sentirla, si e no, gli spettatori delle prime file) senza spiattellarla in faccia all’avversario: ripeto, non sembra una cosa così tremenda, ricordando cosa succedeva sui campi da tennis sino a qualche decennio fa.
A me uno così risulta simpatico, e chi se ne frega se il sindacato dei giovani milionari chiamato Atp, rimprovera il discoletto parvenu che osa sbeffeggiare Uno dei privilegiati Top Player!
Ilie Nastase era antipatico nello spogliatoio con le sue smargiassate? Mi spiace per Newcombe, ma dato che ho una certa età, ricordo bene che la popolarità del rumeno (molto amico di tutti i giocatori italiani dell’epoca), era data ANCHE dal suo modo anticonformista e “folle” di stare in campo, oltre al fatto che fosse numero Uno del mondo: non a caso un “arrampicatore” arrivato dalla periferia del mondo a disturbare il tradizionale impero anglofilo del tennis. Avercene con la personalità di Kyrgios , in questo mondo di noiosi e banali damerini!
Piuttosto, mi pare più interessante approfondire il tema doping a cui accenni. Io trovo che, se si ama davvero questo sport (come certamente lo ami tu), non bisognerebbe alimentare sospetti se non in presenza di, non dico prove, ma almeno qualche inchiesta fondata. Al di là delle chiacchiere, a tutt’oggi, NESSUN grande campione è stato MAI impelagato in faccende di doping e mi aspetterei da un editorialista del tuo livello ( chiaramente il più autorevole in questo sito) una disamina più approfondita, che non lanciare ombre come un qualsiasi anonimo leone da tastiera.
E’ troppo scomodo fare nomi, se non di tennisti, almeno di trattamenti e farmaci vietati dalla Wada, ma in uso nel circuito? E di questo fantomatico Ban silente di cui si sente spesso parlare, che ne pensi?
Auspico di leggere un tuo articolo su questi argomenti quanto prima e ti rinnovo i miei complimenti, da assiduo tuo lettore qual sono.

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guidoyouth (Guest) 24-09-2015 11:12

fortissimo

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marco mazzoni (Guest) 24-09-2015 11:11

@ winter18 (#1456325)

ciao, da un lato concordo con te che un po’ di pepe serva. Per troppi anni c’è stato un buonismo imperante che a tratti ho sempre visto come eccessivo, al limite dell’ipocrita.
Va detto però che Kyrgios è un po’ al limite, perché mancare di rispetto non va bene. Pepe sì, i bad boys a volte sono anche molto interessanti, ma un rispetto di fondo ci vuole.
Safin, ad esempio, era uno che sapeva mettere una bella dose di pepe, ma non mancava di rispetto ai colleghi.

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green carpet (Guest) 24-09-2015 11:00

John Mcenroe rispetto a kyrgios è il Duca di Kent. O tempora, o mores.

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Giro82 24-09-2015 10:37

Va bene preservare il talento, Marco, ma questa è gente che sta incafonendo il tennis, smutandate di Nadal a parte (manco le fa più).

Il nostro sport non ha bisogno di altri Balotelli, lasciamoli al calcio.

Se dovesse ricascarci, sarei ben lieto della squalifica dell’ATP, quello che fa è antisportivo e contro l’etica professionale ed umana: pensa anche a quel set perso di proposito contro Gasquet a Wimbledon…se non fosse un ragazzino viziato di 20 anni, penserei a qualche losco gioco di betting!

E tutto questo ragionamento proprio in virtù di ciò che hai scritto: poiché doping e scommesse sono il male del tennis, è meglio non screditarlo ulteriormente con questi personaggi!

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Tennisman (Guest) 24-09-2015 10:15

Condivido al 100%. Anche se il fatto che lui pensi di non aver fatto niente di così grave – nonostante quello che i suoi PR gli dicono di scimmiottare in pubblico mentre tiene lo sguardo fisso nel vuoto – non mi lascia molte speranze.

Di sicuro, rispetto a dopati e scommettitori, parliamo di ..te! 🙂

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winter18 (Guest) 24-09-2015 10:15

Che noia!!!
Ma che ha detto di così drammatico? Se non c’erano i microfoni, nessuno ne avrebbe parlato…mi viene una gran nostalgia dei bad boys alla Mac&Jimbo, periodo nel quale tutta questa melassa di “politically correct” non esisteva. E’ un estroverso e un logorroico certo, eppure raramente si trova oggi un tennista che applaude sempre i bei punti dell’avversario, come fa l’australiano.
Forza Nick, sii te stesso e fregatene delle maestrine col ditino alzato.

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grandepaci (Guest) 24-09-2015 08:51

concordo al 100..soprattutto sulle scommesse e doping quali vero cancro del ns sport 😉

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