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La mononucleosi di Petra Kvitova

12/08/2015 08:00 5 commenti
Petra Kvitova classe 1990, n.4 del mondo
Petra Kvitova classe 1990, n.4 del mondo

È stata una stagione fin qui surreale per la campionessa ceca Petra Kvitova: dopo la luce accecante di Wimbledon 2014, cui ha fatto seguito un buon finale di stagione, in molti davano la forte atleta ceca come la più accreditata avversaria alla leadership di Serena Williams, la quale peraltro veniva da una stagione a livello Slam a dir poco altalenante. Il divenire degli eventi ha sancito invece un dominio assoluto della più giovane delle sorelle Williams, a un passo dal sogno Grande Slam, ma questo 2015 ha messo in evidenza anche tutte le difficoltà proprio della Kvitova.
Si badi bene che quando Petra ha giocato ha segnato squilli importanti, regalandosi anche affermazioni in tornei prestigiosi (Sydney e Madrid): il problema è che Petra è stata spesso lontana dal circuito e quando ha preso parte ai vari tornei non è mai parsa al 100% della condizione ottimale tranne che in rarissimi casi.

La lunga e misteriosa pausa dal cemento americano nei primi mesi dell’anno, che avevano fatto gridare addirittura alla paura di un suo ritiro ma motivata da un senso di affaticamento continuo, sempre stanca in uno sport che già le aveva regalato tanto. E una stagione più in generale, piuttosto deludente. I soliti malpensanti parlavano di incostanza e poca voglia, adesso forse però arriva una spiegazione.

A Petra è stata diagnosticata la mononucleosi, una forma lieve con i medici che le hanno dato addirittura l’ok per prendere parte al torneo Premier di Toronto. Se è vero che ci sono diversi gradi di questa malattia molto meno rara di ciò che si pensa, forse si è trovata una spiegazione a questo stato di apatia che sembra aver caratterizzato il 2015 della ceca.
Dopo aver letto la dichiarazione della ceca in molti avranno pensato al caso incredibile di Robin Soderling, svedese di gran tennis costretto praticamente al ritiro da una forma aggressiva proprio di mononucleosi. Petra deve pensare a guarire al meglio, tenendola sotto controllo e non sottovalutandola, perché non è la semplice “malattia del bacio” che abbiam tutti sentito e imparato a conoscere a scuola, può essere una malattia che soprattutto nel suo processo di guarigione dopo la fase acuta, può creare gravi problematiche.

Ma come mai i tennisti si ammalano così frequentemente di mononucleosi? Condizioni igieniche scarse in cui vivono, promiscuità di asciugamani, di attrezzature sportive, sanitarie o riguardanti la ristorazione? Credo che i vari circuiti ATP e WTA stiano particolarmente attenti a fornire ai propri atleti il meglio delle strutture possibili, la causa probabilmente è da ricercare nella “normalità” dell’uomo o donna tennista. Se la malattia non è così rara ma molto diffusa (e forse poco diagnosticata) il tennista non può fare eccezione e i rischi in cui incorre sono quelli in cui incorre il “semplice” impiegato, la professoressa di un liceo, il cameriere o l’ingegnere aerospaziale.

Non resta che sperare che Petra superi in fretta questa ennesima fase delicata della sua stagione sportiva e possa tornare a fare ciò che le riesce meglio: giocare a tennis.


Alessandro Orecchio


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5 commenti

Fan (Guest) 12-08-2015 21:10

Ancora? deve essere una patologia prettamente tennistica sicuramente non legata a pratiche “scorrette”.

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pinkfloyd 12-08-2015 11:35

A parte le banalità spicciole sulla “malattia del bacio”, spero per lei sia passata la fase più acuta e possa continuare.
Il tennis è uno sport duro anche a livello fisico e qualunque problema, anche piccolo, può essere determinante sulle prestazioni.
E questa malattia non è da sottovalutare, perché è debilitante e comunque è un peso grave in più sul fisico e anche sulla psiche, di conseguenza.
Spero che questa ragazza possa continuare a vincere e a far parlar di sé per le sue imprese sportive e che trovi, da qualche parte, la forza e la voglia necessaria per ritornare a toccare il cielo, come lei sa fare.

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gianfranco (Guest) 12-08-2015 09:35

Scritto da Goergestuttalavita
Lascia stare la promiscuità degli asciugamani. E’ detta anche “malattia del bacio”. Di altre promiscuità occorre parlare

A proposito degli asciugami…..
I “divini” giocatori di tennis,onde evitare “contagi” immaginari, possono sempre fare come facevano una volta i loro predecessori.
Evitare di chiedere,ad ogni punto,l’asciugamano per togliersi di dosso quel “sudore” spesso inesistente.
P.s.
Anche perché (se c’è contagio) sono loro che contagiano i ragazzini raccattapalle,non viceversa.

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gianfranco (Guest) 12-08-2015 09:06

Ora mi spiego perché sono sano come un pesce:”Nessuna donna perde tempo con me a scambiare baci……neanche quelli Perugina” 😳

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Goergestuttalavita (Guest) 12-08-2015 08:57

Lascia stare la promiscuità degli asciugamani. E’ detta anche “malattia del bacio”. Di altre promiscuità occorre parlare 😛

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