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Open Court: Nadal, dove crescere per ritrovare il miglior tennis (di Marco Mazzoni)

19/03/2015 11:48 18 commenti
Rafael Nadal classe 1986, n.3 del mondo
Rafael Nadal classe 1986, n.3 del mondo

Spesso nel deserto si avverte una sensazione di vuoto, come se tutto fosse fermo, immobile. Quasi un’incapacità di mutazione, con il tempo che pare scorrere scandendo ritmi diversi in quel microcosmo così lontano dai ritmi frenetici a cui siamo abituati. Uno status quo apparente ma pronto alla tempesta, che curiosamente rispecchia in modo abbastanza fedele l’andamento del tabellone maschile ad Indian Wells. Nel torneo “del deserto” finora tutto scorre senza grandi sussulti, ma la sensazione che la tempesta agonistica possa arrivare – e con lei si spera anche lo spettacolo – è palpabile. Il torneo stanotte si è allineato ai quarti di finale, con i grandi favoriti pronti giocarsi le proprie carte per vincere il primo Master 1000 in stagione. Poche le emozioni e sorprese dai turni precedenti. E’ arrivata forte la conferma che Dimitrov ha imboccato una direzione tecnica e tattica discutibile, che sta minando le sue già flebili certezze. Bellissimo invece il momento di Feliciano Lopez, al top della carriera, che con un tennis d’attacco intelligente e un rovescio in back micidiale ha tagliato le gambe a Nishikori (non al 100% per un problema al polso), guadagnandosi la chance di sfidare Murray oggi, in quello che appare un match molto intrigante. Ma forse la vera notizia della settimana è l’ascesa dei giovani canguri: Tomic, mai così consistente, e Kokkinakis, in rampa di lancio. I due hanno dato vita ad un match spumeggiante, vario e ricco di vincenti. Il futuro down under sembra assicurato.

Nell’attesa delle sfide più interessanti, punto la lente su Nadal, analizzando il suo tennis attuale per cercare di capire il momento che sta vivendo e come procede la ricerca della miglior condizione. Rafa non gioca davvero bene sul duro da un po’ di tempo, venendo da un periodo difficile dopo l’ennesimo stop per infortunio, ma Indian Wells è un evento a lui amico. Qua vanta 3 successi, 1 finale e 4 semifinali, mai l’ha snobbato. Il torneo cade in un momento dell’anno cruciale, quello in cui lavora duramente per salire di forza, intensità e convinzione, per presentarsi al top sul rosso europeo. E’ quindi un test interessante, anche se finora gli avversari incontrati sono stati un po’ “morbidi”. Troppo falloso Young, un po’ leggero Simon. Il francese infatti è il tipico giocatore che non gli fa molto male perché la sua palla non è potente, e difficilmente riesce a togliergli il tempo di gioco (l’aspetto che Nadal soffre di più sul rapido). Nonostante questo, Rafael è piaciuto solo a tratti. Qualche fiammata d’autore in una partita modesta sul piano della continuità di gioco, della spinta e della efficacia. E’ normale che adesso la sua condizione non sia ottimale, l’obiettivo è trovare il picco tra maggio e luglio. Però nel match di ieri, ma anche nella campagna vincente sulla terra di Baires, sono emersi alcuni spunti niente male, che indicano chiaramente come la strada del maiorchino verso la miglior forma sia ancora molto lunga, ed i problemi che deve risolvere sono tanti. Vedendolo giocare sembra avere un discreto margine. Aggrappandosi alla sua feroce determinazione, tutto lascia pensare che riuscirà a salire, e che probabilmente resterà l’uomo da battere sul rosso. Tuttavia questo percorso per lui “classico” diventa anno dopo anno sempre meno certo, sempre più in salita. La sensazione è che la sua storia di giocatore dominante, anche sul rosso, sia agli sgoccioli poiché l’ardita architettura fisico-tennistica su cui ha costruito la propria leggenda sportiva è sempre meno stabile e sostenibile. In carriera ci ha abituato a rinascite clamorose, anche nei momenti più bui, quindi mai darlo per morto sportivamente. Però per tornare quella macchina da tennis infernale che ha tiranneggiato per un decennio deve crescere non poco, e risolvere i diversi problemi che sta mostrando in campo. Ecco una sintesi dei più evidenti.

Il più determinante è quello della modesta intensità e dell’attuale scarsa capacità di giocare colpi lunghi nello scambio. Rafa gioca troppo corto. La sua palla mediamente non supera la metà campo, e giocatori più aggressivi e potenti di Simon possono approfittarne, entrando in campo in anticipo e così rubargli tempo di gioco e campo, mettendolo in difesa estrema. Nadal gioca corto perché le sue gambe non spingono come nei momenti migliori, non gli danno quel surplus di velocità nel trovare l’impatto e quel surplus di potenza che lo rendevano quasi ingiocabile. Deve lavorare tantissimo per ritrovare la massima efficienza fisica nella corsa, per reattività e forza. Questa la resta la chiave principale per tornare al suo livello.

Dalle riprese dal basso di ieri sera era evidente anche un certo ritardo – rispetto ai suoi standard di assoluta eccellenza – nella ricerca della palla e dell’impatto. Più volte si è fatto sorprendere dal colpo del rivale, subendo la palla in arrivo piuttosto che spaccarla con discreto anticipo, come è solito fare il Nadal “doc”. E’ un altro segnale evidente di un ritardo generale di condizione, e forse anche di convinzione. Fattore questo che si evince anche dalla posizione media che tiene in campo, fin troppo arretrata. Sentendosi meno sicuro e reattivo, tende spontaneamente ad arretrare per guadagnare qualche frazione di tempo di gioco, ma finisce per trovarsi spesso in una posizione difficilissima da difendere contro i migliori, ancor peggio sul duro. Vero che nessuno ribalta gli scambi come lui, ma battere i rivali più tosti partendo così dietro diventa molto, molto complicato. In mancanza di fiducia nel suo miglior tennis, diventa conservativo spingendo poco ed affidandosi alle ataviche certezze: lotta, angoli, rotazioni. Sul veloce affrontando i migliori non è detto che basti.

Altro tassello è l’atteggiamento alla risposta, troppo conservativo. Parte da una posizione assai arretrata, senza avanzare deciso nel campo ad aggredire la palla per mettersi in una posizione di vantaggio nello scambio, e migliore sul campo in generale. Tutti elementi concordanti che indicano come Nadal non sia al top fisicamente. E’ meno veloce e reattivo, tanto che quando la palla di Simon lo coglieva in contropiede difficilmente il colpo difensivo ribaltava lo scambio, ma solo una difesa “onesta”, non quelle palle micidiali a cui ci ha abituato nella sua straordinaria carriera.

A completare il quadro, aggiungo due note tecniche sui fondamentali, partendo dal rovescio. Negli anni è riuscito a migliorare tantissimo questo colpo, portandolo a livelli d’eccellenza grazie alla velocità nel trovare la posizione migliore per l’impatto, ben laterale, direi piuttosto classica. Grazie al buon anticipo con cui aggrediva la palla, riusciva ad eseguire una rotazione totale, violenta e velocissima del busto e della racchetta, a generare un colpo teso e insidioso, spesso vincente in cross; attualmente Rafa tende a giocare di rovescio con una posizione più frontale perché ci arriva con meno anticipo, finendo così per caricare di meno il colpo e generando meno rotazione e velocità. Il risultato è che la palla gli esce dalle corde meno tesa, meno anticipata, meno profonda. Questo è probabilmente dovuto a minor feeling, sicurezza e ritardo nell’approccio del colpo, unito ad una posizione generale troppo arretrata. Rispetto ai momenti migliori, oggi è più raro che Rafa faccia uno o più passi in avanti cercando la palla per rubare tempo e sfruttare l’inerzia, mentre la sua crescita in questa precisa fase è stata determinante a farlo eccellere anche sul cemento all’aperto.

Il dritto, arma principale di Nadal, è instabile. A volte gli escono drive carichi, “cattivi”, e soluzioni inside-out imprendibili; mediamente però la gittata del colpo non è regolare, gli errori di lunghezza o addirittura in rete più frequenti, come se sentisse di meno il colpo. Più probabile che la lacuna derivi dalla incapacità di generare con continuità quella catena cinetica di forze che gli consentono di produrre quel colpo assolutamente straordinario. L’indizio sulla minor spinta e sicurezza è chiaro in questa situazione di gioco: quando è spostato molto sul lato sinistro, tende a tirare un drive carico e piuttosto alto per ritrovare una buona posizione, ma non è una palla né molto profonda né molto aggressiva; quindi un rivale che anticipa i colpi può entrare e metterlo in severa difficoltà. Un “buon Nadal” in quella situazione è solito giocare un drittone sì carico ma anche molto veloce e lungo. Questa non era assolutamente una situazione in cui andava in sofferenza, come gli capita da un po’ di tempo.

Questi in estrema sintesi sono gli aspetti più lacunosi del suo tennis oggi. Non tutto però va malissimo. Il servizio pare girare discretamente bene; quando è riuscito ad avanzare nel campo si è destreggiato con buona disinvoltura sia nel chiudere il colpo dalla tre quarti che sotto rete con tocchi tutt’altro che disprezzabili. In una fase di carriera in cui gli è difficile martellare per ore da fondo, quella di accorciare gli scambi ed avanzare di più in campo potrebbe essere una novità tattica molto interessante: il suo tocco sotto rete non è per niente scadente, e soprattutto il suo gancio mancino a chiudere con un cross stretto con i piedi appena dietro la riga del servizio è potenzialmente devastante, soluzione che usa troppo poco. Inserire qualche novità è sempre segno di intelligenza e di crescita, e pochi nel tennis moderno sono stati capaci di migliorarsi e di rigenerarsi quanto lui.

Nadal oggi ha assoluto bisogno di crescere nell’intensità, fisica e quindi agonistica. Ha bisogno di giocare tanto, di colpire migliaia di palle, di ritrovare fiducia e sensazioni. Potrebbe già ritrovarle anche ad Indian Wells, o magari a Miami. Sarà determinante che il suo fisico regga ancora gli stress e le sollecitazioni mostruose a cui il suo tennis così estremo e sbilanciato sul lato atletico lo ha sottoposto. Probabilmente ce la farà di nuovo a ritrovare i picchi di prestazione, ma col tempo che passa è sempre più difficile che riesca a mantenerli per molti mesi, esplodendo più a fiammate quel concentrato di tennis adrenalinico che esalta milioni di tifosi in tutto il mondo. Anche nei momenti peggiori (e ne ha vissuti parecchi) l’iberico non è mai stato abbandonato da quella voglia di lottare, da quel fuoco vivissimo gli ha fatto scalare Everest sportivi, contro tutto e contro tutti.

 

Marco Mazzoni

@marcomazz


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18 commenti. Lasciane uno!

alexalex 19-03-2015 22:22

Scritto da fabrizio

Scritto da guidoyouth
non ho mai avuto nulla contro nadal ma arrivati a questo punto ne farei tranquillamente a meno, non vedo da parte sua un contributo positivo per il mondo del tennis, è sempre negativo e lamentoso su troppi temi fondamentali per la crescita di questo sport.
penso quindi che il tennis possa andare avanti anche senza che lo spagnolo ritrovi il suo gioco migliore.

Si che c’entra tutte le cose vanno avanti, tutti noi andiamo avanti ma che dici già un bel Federer-Nadal qui in semifinale non ci farebbe schifo visto poi che non si affrontano da più di un anno, sicuramente i mass media, gli organizzatori, gli sponsor e quasi 5 miliardi di persone nel mondo sarebbero contenti, tu che ne pensi amico mio.

Meglio uno che insegni a spaccare racchette per terra! Così almeno le case vendono e il movimento ne trova giovamento!

18
fabrizio (Guest) 19-03-2015 22:04

Scritto da guidoyouth
non ho mai avuto nulla contro nadal ma arrivati a questo punto ne farei tranquillamente a meno, non vedo da parte sua un contributo positivo per il mondo del tennis, è sempre negativo e lamentoso su troppi temi fondamentali per la crescita di questo sport.
penso quindi che il tennis possa andare avanti anche senza che lo spagnolo ritrovi il suo gioco migliore.

Si che c’entra tutte le cose vanno avanti, tutti noi andiamo avanti ma che dici già un bel Federer-Nadal qui in semifinale non ci farebbe schifo visto poi che non si affrontano da più di un anno, sicuramente i mass media, gli organizzatori, gli sponsor e quasi 5 miliardi di persone nel mondo sarebbero contenti, tu che ne pensi amico mio.

17
alexalex 19-03-2015 21:26

Scritto da andrea
@ Bonnie75 (#1294474)
Io no

Io sì!!!!!!!!!

16
alexalex 19-03-2015 21:23

Articolo perfetto! Aggiungo, se non me lo sono perso da qualche parte, che a Nadal manca ancora un po di rapidità di piedi, di conseguenza non arriva in tempo sulla palla per spingere al massimo! da qui gratuiti e steccate e colpi corti…

15
cataflic (Guest) 19-03-2015 18:03

Rafa è sempre esistito in queste due versioni; quella corta e meno reattiva è quella da veloce-fine anno e da rientro post pausa.
Sono d’accordo con Marco che possa sfruttare e sfrutterà le sue doti a rete che sono state sempre offuscate dalla sua prepotenza da fondo e dalla poesia del suo grande rivale.
…tanto guardate che tra un po’ ci sarà da fare la lingua lunga dietro agli scambi di Coric, quindi gli appassionati di lacrime, muscolo, comeon e sangue avranno di che cibarsi. :mrgreen:

14
mariano (Guest) 19-03-2015 17:44

Complimenti a Mazzoni per il suo articolo come sempre molto interessante. Che dire di Nadal, continuerà a vincere? Non riuscirà più? Non fa niente! “Quel fuoco vivissimo e quella sua voglia di lottare” (come dice giustamente Mazzoni) rimarranno per sempre nella storia dello sport ed anche come insegnamento a tutti noi che non bisogna mai mollare, in tutti i campi della vita, fino alla fine

13
Piero (Guest) 19-03-2015 16:59

ottimo pezzo,che si focalizza su aspetti tennistici veri.
Io dove lo vedo più in difficoltà è invece ancora nel servizio,troppo poco efficace,e nella continuità con il dritto,dove emerge secondo me la sua poca fiducia,perchè con quel colpo era abituato a comandare o a rovesciare praticamente qualsiasi scambio,cosa che adesso non sente più di fare.
Per uno con quel gioco arrivare sulla palla con qualche centesimo di ritardo è esiziale,io sostengo da tempo che o modifica il suo atteggiamento in campo,cioè prendendo molti più rischi e affrontando l’avversario con spirito molto più aggressivo,o è destinato a non vincere più niente di importante.Tecnicamente niente glielo impedirebbe,sa prendere bene la rete e difenderla,ma l’abitudine e soprattutto l’imprinting tattico di zio Toni non so se consentano tutto questo

12
Bonnie75 (Guest) 19-03-2015 16:39

Nemmeno a me piace Nadal ma bisogna ammettere che quello che ha fatto sul rosso ha dell’incredibile 😳 E’ senza dubbio il migliore di tutti i tempi

11
laver 19-03-2015 16:29

Grande articolo veramente, in più notavo ieri sera nelle riprese dal basso che di rovescio la palla passava altissima sulla rete, ma con poca rotazione, comunque bravo Nadal a mascherare i problemi tecnici che ha in questo momento….

10
pallettaro (Guest) 19-03-2015 16:10

fare qualche cesto in più e qualche corsa di meno non sarebbe male, gioverebbe al suo “tennis”….

9
guidoyouth (Guest) 19-03-2015 16:07

non ho mai avuto nulla contro nadal ma arrivati a questo punto ne farei tranquillamente a meno, non vedo da parte sua un contributo positivo per il mondo del tennis, è sempre negativo e lamentoso su troppi temi fondamentali per la crescita di questo sport.
penso quindi che il tennis possa andare avanti anche senza che lo spagnolo ritrovi il suo gioco migliore.

8
Raul Ramirez (Guest) 19-03-2015 16:01

Sì è più o meno dallo scorso settembre che non mi convince….

7
andrea (Guest) 19-03-2015 15:47

@ Bonnie75 (#1294474)

Io no

6
pallettaro (Guest) 19-03-2015 15:44

@ Bonnie75 (#1294474)

io no, scusami. :mrgreen:

5
Tweener (Guest) 19-03-2015 14:31

Analisi tecnica interessante con cui concordo in toto.
Ora come ora sul veloce non è competitivo con i migliori.
Sul rosso potrebbe anche esserlo anche se,quando le partite si sono allungate e si è andati molto sulla resistenza fisica,ha fatto molta fatica(vedi Smycek all’Australian e Fognini a Rio).
Riuscirà Djokovic a vincere finalmente il Roland Garros e forse il Grand Slam?

4
Davide (Guest) 19-03-2015 14:27

@ Bonnie75 (#1294474)

Io no

3
dar (Guest) 19-03-2015 14:26

Classico articolo preparatorio al nuovo exploit su terra dove non ha rivali anche se gioca al 50%, quindi in queste righ non c’è nulla nè di nuovo ne di interessante

2
Bonnie75 (Guest) 19-03-2015 12:14

Vai Rafa ti vogliamo tutti rinascere sul rosso e vincere l’ennesimo ROland Garros!!

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