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La prima Davis svizzera: e le colpe della Francia?

26/11/2014 08:30 11 commenti
Roger Federer classe 1981, n.2 del mondo
Roger Federer classe 1981, n.2 del mondo

La Svizzera ha vinto la sua prima Davis della storia. Onore alla squadra elvetica. La Svizzera è stata nettamente più forte della Francia, un avversario basato più sul collettivo che sulla qualità eccelsa. Onore a Federer e Wawrinka. Un pubblico da record sugli spalti che ha saputo riconoscere i migliori applaudendo i campioni svizzeri. Onore ai francesi e al palazzetto di Lille. Ma quali sono le colpe della compagine francese scesa in campo e soprattutto del suo capitano non giocatore Arnaud Clement?

La Svizzera ha portato a casa una Coppa solo con due giocatori, uno dei quali (Roger Federer) a inizio sfida sembrava essere a mezzo servizio, tesi resa sempre più credibile dalla sua personale debacle nel suo primo singolare giocato contro Gael Monfils. Dall’altro lato una squadra con una pluralità di possibilità, alla confusionaria ricerca della migliore squadra da mandare in campo, con il rischio di scontentare tutti e non compiere le scelte più azzeccate: Arnaud Clement ha puntato forte sul collettivo ma da questi è stato suo malgrado tradito.

Clement tradito da un Jo – Wilfried Tsonga a sua volta tradito dai problemi al gomito, salvato in extremis da un Gael Monfils trascinante e trascinato da un pubblico in visibilio ma mandato KO da un Richard Gasquet che proprio di scendere in campo sembrava non averne alcuna voglia, parlando nelle dichiarazioni pre – gara di quella paura che comprensibilmente può attanagliare un giocatore che è chiamato a scrivere la storia. Un finalista Davis non può conoscere la paura e puntare su Gasquet, da sempre talento mai pienamente compiuto a causa più dei suoi limiti più caratteriali che tecnici, è apparsa a molti una scelta suicida. A mio avviso il buon Arnaud, sopraffatto forse da una responsabilità troppo grossa per le sue spalle, ha sbagliato a non convocare Gilles Simon, maggiormente utile allo stato attuale in singolare dell’insicuro Gasquet, capace di reggere al massimo per un set l’onda d’urto dell’avversario sia in doppio che in singolo nella giornata conclusiva, ma ha sbagliato ancora di più a non convocare Roger Vasselin, per formare quella coppia collaudata al Roland Garros e sicuramente più abituata alle sfide di coppia di Gasquet – Benneteau (o di Tsonga titolare anche in doppio senza gomito malconcio): si sa che in Davis l’incontro di doppio spesso si rivela fondamentale per l’esito della gara, iniziare la giornata decisiva sul 2 a 1 in proprio favore avrebbe avuto un peso non indifferente. Un capitano in tilt, con il dubbio addirittura che nella giornata di domenica Tsonga avesse risolto i suoi problemi al gomito: una ripresa parziale di Jo – Wilfried andava comunque a mio avviso preferita a Gasquet, incomprensibilmente presente in un week end così importante. La sua stagione aveva espresso in merito indicazioni ben precise: doveva restare a casa o fare compagnia a Llodra e compagni vicino alla panchina a incitare chi meritava quel posto più di lui.

La Svizzera era più forte e l’unico appiglio cui aggrapparsi per i francesi era legato alle problematiche condizioni di Roger Federer post Master di Londra: il primo giorno, con Monfils a battere un irriconoscibile svizzero, ha coperto in parte i veri valori messi in campo, per una squadra elvetica che a mio avviso ha trovato nella riscoperta solidità di Stan Wawrinka il suo vero cavallo di battaglia, più di Federer e delle sue incognite, il cui rendimento però è andato in percentuali progressivamente aumentando (al suo 40% contro Monfils, 70% nel doppio, 90% contro Gasquet per il 3 a 1 finale). Stan è stata la nota lieta di questo week end cruciale per il destino di questi giocatori, ritrovando quella sicurezza mentale e tecnica che nel corso di questo 2014 lo ha condotto su vette altissime ma che ha anche smarrito per larghi tratti della stagione. Un 2015 da vivere da assoluto protagonista, per contrastare Novak, per raccogliere un ipotetico testimone rossocrociato da Roger, per confrontarsi con gli enigmi di Nadal, per sostituire quel Murray che deve assolutamente ritrovarsi nei grandi appuntamenti e tornare un Fab player.

La “decima” rimane stregata per la Francia che adesso dovrà necessariamente cambiare qualcosa, Clement pagherà forse per colpe non solo sue, ma sicuramente avrebbe potuto fare di più con il materiale che si ritrovava fra le mani per una squadra allenata che sembra poter passare alla storia come una generazione di “perdenti” di successo: Jo – Wilfried Tsonga (nato nel 1985) ha azzeccato un solo torneo quest’anno (il Masters 1000 di Toronto) e in generale, a livello Slam, sembra aver già espresso il suo massimo potenziale negli anni passati. Stesso discorso per Gasquet (1986), già semi finalista Slam ma quest’anno come suddetto in picchiata, Gael Monfils e il suo fisico di cristallo (’86), giocatore capace di grandi exploit ma piuttosto isolati per arrivare a Gilles Simon (classe ’84), pomo della discordia di questa finale Davis che dai propri mezzi sembra già aver ottenuto il meglio (il tutto corredato dall’impotenza in singolare di Benneteau, classe ’81, fermo ancora a zero titoli ATP a fronte di ben 10 finali perse e anche per questo specializzatosi sempre più in doppista di successo insieme a Roger Vasselin). Chi perde è sempre dalla parte del torto, chi vince le azzecca tutte, se poi in squadra hai due fenomeni tutto appare ancora più sbilanciato: il problema a mio avviso è non aver fatto abbastanza per mettere in crisi le certezze già importanti di una squadra sulla carta favorita ma non per questo vincitrice in partenza.
Ciò che appare chiaro ed evidente in conclusione è il fascino che questa competizione sia ancora in grado di regalare al suo pubblico: spalti gremiti, forum intasati dai commenti, il campione dei campioni che chiude un cerchio nella sua gloriosa carriera, i mestieranti Lammer e Chiudinelli in trionfo e increduli, gli smarriti avversari sconfitti da innumerevoli rimpianti. Se questa è una manifestazione in crisi…


Alessandro Orecchio


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11 commenti. Lasciane uno!

forzarafa (Guest) 27-11-2014 00:14

@ Marco100 (#1219114)

Certo, grande furbacchione! Ha vinto quando rafa e nole non hanno giocato la Davis! Prima era solo un’insalatiera nel vero senso della parola….

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lending (Guest) 26-11-2014 16:50

groucho oggi non commenta…peccato un c’avrà nulla da dire!!!

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zagortenay 26-11-2014 16:21

Scritto da Mats
Non mandare in campo una delle coppie più forti del circuito è stata il più grosso errore della Francia. Anche sulla scelta della terra battuta rimango alquanto dubbioso; e ancor di più far giocare Tsonga sulla terra battuta. Poi magari la Svizzera avrebbe vinto ugualmente, ma sicuramente il punto del doppio poteva andare ai padroni di casa e cambiare l’inerzia dell’intero confronto

Condivido il tuo stesso pensiero!
Il punto del doppio era importantissimo e non schierare la coppia più affiatata è stato un errore gravissimo!

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Tweener (Guest) 26-11-2014 15:31

Scritto da Ktulu
Ha avuto così tanto successo solo perchè c’era Federer, parliamoci chiaro.
Mi ricordo benissimo ad esempio due anni fa, con la finale tra rep ceca e spagna, in questo sito i commenti non arrivavano a 10!

Ok i commenti però di gente sugli spalti e se ne sempre vista tanta,anche più di certi 1000 tipo Madrid e Montecarlo….
La manifestazione tiene benissimo il passare del tempo.
Questo fino a quando i top player come Federer,Djokovic,Berdych ecc. ecc. continuano a giocarla.
Fossi nell’ ITF chiederei di aumentare i punti vinti nelle partite del world Group per far venire giocatori forti anche nei primi turni.

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manuel (Guest) 26-11-2014 15:04

la francia ha avuto i seguenti problemi :
1) non convocare simon,due punti regalati ala svizzera
2) sottovalutare l’impegno
3) il gomito di tsonga
4) gasquet
e poi clement ci ha messo del suo quando nel doppio poteva schierare una valanga di giocatori,bennetau o llodra per esempio.

7
pallettaro (Guest) 26-11-2014 12:43

@ dacco (#1219093)

Clement ha in effetti sbagliato tutto, ma il risultato non so se poteva cambiare, francamente.
Scelta obbligata la terra. Giusto, ma allora perchè far giocare Tsonga contro Stan, dato il momento nero di Jo?
Perchè affiancare Gasquet all’ottimo doppista Bennetteau? Roger Vasselin, Llodra erano entrambi rotti? Non credo, ma non è detto che avrebbero vinto. Gasquet si è dimostrato una volta di più un coniglio bagnato, ma Arnaud non lo sapevi?

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Mats (Guest) 26-11-2014 12:02

Non mandare in campo una delle coppie più forti del circuito è stata il più grosso errore della Francia. Anche sulla scelta della terra battuta rimango alquanto dubbioso; e ancor di più far giocare Tsonga sulla terra battuta. Poi magari la Svizzera avrebbe vinto ugualmente, ma sicuramente il punto del doppio poteva andare ai padroni di casa e cambiare l’inerzia dell’intero confronto

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Marco100 (Guest) 26-11-2014 10:57

Grande roger federer un mito

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dacco (Guest) 26-11-2014 09:36

Io trovo che l’articolo dica una cosa giustissima: Clement non è un vero capitano giocatore, è ancora un tennista…e le decisioni sbagliate sono tipiche dei tennisti impulsivi e facilmente in confusione

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lallo (Guest) 26-11-2014 09:20

La chiosa è perfetta

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Ktulu 26-11-2014 08:39

Ha avuto così tanto successo solo perchè c’era Federer, parliamoci chiaro.
Mi ricordo benissimo ad esempio due anni fa, con la finale tra rep ceca e spagna, in questo sito i commenti non arrivavano a 10!

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