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Il 2014 di Andreas Seppi e la necessità di ripartire

28/10/2014 08:30 15 commenti
Andreas Seppi classe 1984, n.51 del mondo
Andreas Seppi classe 1984, n.51 del mondo

Prendendo in analisi il 2014 tennistico di Andreas Seppi va subito detto che l’altoatesino non si è reso protagonista di una buona stagione a livello di risultati, con una classifica che è andata lentamente ma progressivamente peggiorando, pochi acuti sparsi durante tutto l’arco dell’anno, con un atteggiamento da fighter di ghiaccio, vera caratteristica da sempre tipica di Seppi, che purtroppo è sembrato mancare. Un anno vissuto sulla linea della mediocrità, senza quegli exploit che lo hanno portato al numero 18 del mondo nel 2013 e che lo hanno reso un giocatore ostico da affrontare nei grandi appuntamenti e per chiunque. Bisogna ricordare che Andreas è stato il primo giocatore a vincere 3 tornei ATP su 3 superfici diverse: Eastbourne su erba nel 2011, Belgrado su terra rossa nel 2012 e Mosca sempre nel 2012 su cemento indoor, per un risultato a suo modo straordinario e che lo ha iscritto di diritto nella storia del tennis nostrano.

Dopo un 2013 che lo aveva portato alla seconda settimana sia dello Slam australiano che di quello londinese (più un 3T a New York), Seppi è recentemente incappato nella poco edificante parentesi di Parigi Bercy (uscito al 1T delle qualificazioni contro il francese De Schepper), per un 2014 dallo score poco entusiasmante, con 25 vittorie e ben 34 sconfitte che lo hanno addirittura portato fuori dai primi 50 giocatori del mondo (giocherà però ancora a livello challenger a Ortisei, dove ha conquistato la vittoria nel 2013). Il classe ’84 è spesso mancato come detto nella cattiveria agonistica smarrendo il suo solido tennis, magari poco appariscente ma comunque sempre molto redditizio: Seppi ha iniziato il 2014 in maniera complicata, con una serie di sconfitte premature che lo hanno visto uscire al debutto a Sidney contro Matosevic, in modo inatteso a Melbourne al 2T contro l’americano Young e, dopo la parentesi argentina in Davis con la sconfitta contro Carlos Berlocq in 4 set, al turno iniziale a Rotterdam contro il ceco Berdych e a Marsiglia (dopo aver usufruito di un bye al primo turno).

Il trend negativo, continuato anche a Dubai con la sconfitta al secondo turno contro il tedesco Kohlschreiber, si è però interrotto con la trasferta americana dei Masters 1000 di marzo: sia a Indian Wells che a Miami, sono infatti arrivate due sconfitte al terzo turno ma in maniera netta contro due avversari dal calibro importante, lo svizzero Stanislav Wawrinka e lo spagnolo David Ferrer. Nessun risultato straordinario sia chiaro, ma almeno le prime partite vinte in un inizio di stagione decisamente al di sotto delle lecite aspettative.

Aprile e maggio sono solitamente mesi colorati di terra rossa e la speranza per Seppi di dare continuità al proprio tennis giocato è cresciuta inesorabilmente: dopo un week end di Coppa Davis casalingo contro la Gran Bretagna di Murray senza acuti (giusta vittoria contro Ward e sconfitta con lo scozzese), Seppi perde però al 3T a Montecarlo in modo inappellabile contro Rafa Nadal, al 1T a Bucarest nuovamente con l’argentino Berlocq, prima di raggiungere i quarti di finale a Monaco di Baviera dove viene sconfitto dall’eterno Tommy Haas.

Purtroppo negli appuntamenti clou della stagione su rosso arrivano due primi turni deludenti a Madrid e Roma contro Verdasco e ancora Haas, seguiti da una leggera ripresa con i quarti di finale a Dusseldorf (sconfitta però evitabile contro l’uzbeko Istomin) e, per concludere in bellezza con l’appuntamento del Roland Garros, un 3T senza mordente ancora contro Ferrer.
A giugno, sull’erba che tante gioie in passato ha dato al tennista di Bolzano, arrivano due battute d’arresto ai turni di esordio contro Kohlschreiber a Halle e Leonardo Mayer (5 set combattuti) a Wimbledon: due sorteggi decisamente sfortunati contro due tennisti che esprimono al meglio il loro tennis anche sulla superficie verde. Nel frattempo la classifica continua a peggiorare e l’impressione è sempre la stessa: nel 2013 Seppi non perdeva i match in cui era favorito e lottava in quelli in cui partiva da sfavorito, in questa stagione invece perde nettamente contro quelli più forti ma cede il più delle volte anche contro coloro che gli stanno dietro o lo equivalgono in classifica.

Prima che prenda il via la stagione su cemento americano, perde nuovamente contro Ferrer ad Amburgo al terzo turno, contro Cuevas al 2T in Croazia a Umago e nei quarti di finale contro Monaco a Kitzbuhel. Qualche segnale incoraggiante ma la classifica dell’anno precedente diventa oramai un miraggio.

Su suolo americano ad agosto i Masters 1000 di Toronto e Cincinnati si rivelano avari di soddisfazioni: secondo turno sia a Toronto contro Dodig e a Cincinnati contro Youzhny. Il torneo che precede gli Us Open, quello di Winston Salem, lo vede raggiungere i quarti di finale dove cede a Yen – Hsun Lu gettando alle ortiche una buona occasione mentre purtroppo a New York, incontra il baby aussie Kyrgios, che nonostante il divario di esperienza lo batte abbastanza agevolmente al secondo turno. Ancora una volta Seppi sembra non crederci, non puntando su ciò che potrebbe mandare in crisi le certezze degli avversari di turno.
La stagione volge al termine e, dopo l’ininfluente vittoria contro lo svizzero Lammer in Coppa Davis, Seppi si ritira al 1T del torneo di Metz contro l’olandese Sijsling, prima di partire per l’Asia dove viene sconfitto da Tommy Robredo sempre in 3 set sia nei quarti di finale di Shenzhen sia al 1T di Pechino.

Il ritorno a ottobre in Europa fornisce ancora indicazioni contrastanti: a Mosca dove ha sempre giocato ottimi match, perde nei quarti di finale lottando in 3 set contro il lettone Gulbis, mentre a Valencia prende l’ennesima stesa da David Ferrer (4 su 4 in stagione), prima di uscire malamente come già detto al primo turno delle qualificazioni a Parigi Bercy contro De Schepper.
L’augurio più grande che si possa fare ad Andreas per l’anno che verrà è di resettare, di non pensare a quest’anno dove ha accusato un calo, forse di motivazioni, forse fisico, che lo ha visto allontanarsi dal suo best ranking e dal suo tennis migliore, per poter cominciare fin dalla trasferta australiana a mettere fieno (e punti) in cascina, per poter risalire in classifica e poter ambire a risultati ancora importanti come una seconda settimana in uno Slam o vittorie negli ATP250. Andreas è sempre stato esempio di costanza e affidabilità, un tennista che magari non alzerà molti trofei ma che comunque finisce con l’essere sempre ben piazzato nelle fasi finali di un torneo. Sono sicuro che a 30 anni (ne compirà 31 a febbraio) saprà ancora togliersi grosse soddisfazioni nel 2015: un periodo di appannamento si cancella solo con buoni risultati a ripetizione, d’altronde non esiste miglior antidoto di una vittoria per poter cancellare una sconfitta.


Alessandro Gamacchio


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15 commenti. Lasciane uno!

de (Guest) 23-01-2015 17:26

Grandissimo campioneeee sno troppo feliceee oggi mi hai cambiato
la giornataa sno super emozionata..grande andre’ contro roger sei stato fantastico…m piacerebbe che contro il ‘ cangurotto ‘ di20anni,, gli dessi una bella lezione dai che voglio un’alyta vittoriaaa. ti seguo da sempreee good lock. bacii de.

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FVG (Guest) 28-10-2014 17:26

@ Giorgio69 (#1202538)

Un secondo però. Fognini quest’anno sul cemento ha raccolto quanto se non più del miglior Seppi (2012-2013). Questo giova ricordarlo perché pochi se ne rendono conto. Quest’anno Fognini ha fatto ottavi in Australia, quarti a Cincy e ottavi a Miami e Indian Wells. Se ste cose le avesse fatte Seppi sarebbero tutti a lodare la sua poliedricità.

Seppi ha vinto a Mosca, però onestamente Fognini i punti (che sono più o meno gli stessi) li ha presi in tornei di altra caratura. Seppi vale Fognini su cemento. Non lo dico da ultras, anzi, preferisco Andreas per tante cose, però questi sono i risultati. Poi é anche vero che Fabio ha sprecato tanto talento, mentre Seppi é uno dei pochi tra i nostri, assieme a Cipolla e Lorenzi, che é arrivato a sfruttare al massimo i suoi mezzi, ma questa é un’altra storia.

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mirko.dllm (Guest) 28-10-2014 17:20

Scritto da paoli
@ tennisgo (#1202316)
pensa te come siamo messi allora…

Mi auguro che,a maggior ragione,il tuo commento valga anche per tutti gli altri tennisti italiani(e non sia un pretesto,piuttosto misero,per attaccare gratuitamente e ingiustamente Andreas Seppi),diciamo a partire da quelli classificati dopo Lorenzi,e quindi che sono di molto inferiori all’altoatesino,e che la loro massima aspirazione sia giocare challenger,o addirittura fare una carriera interamente nei futures.Se penso che alcuni di questi nostri tennisti,sono tra i migliori dieci tennisti italiani,allora sì che mi viene da dire:”Pensa te come siamo messi”.

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FVG (Guest) 28-10-2014 16:50

Buona analisi dei risultati. Va detto che su erba Seppi é stato condizionato da sinusite e otite, e questo purtroppo ha penalizzato ulteriormente una classifica negativa.

Leonardo Mayer non mi pare un sorteggio sfortunato, é un terraiolo e andava comunque battuto, prima dell’exploit di Wimbledon di quest’anno su erba aveva sempre fatto poco. Secondo me le occasioni grosse sono state Dodig a Toronto e Istomin su terra, mentre col Lu di quest’anno Seppi sul duro partiva sfavorito. A fine anno é comunque migliorato sensibilmente a mio parere, giocando così e arrivando in forma sull’erba può riavvicinare i top 30-40.

12
Giorgio69 (Guest) 28-10-2014 15:45

@ cocciasecca (#1202465)

Sulla terra rossa Fognini ha dimostrato di valere più di Seppi. Sulle altre superfici ha dimostrato di valere meno. Se si paragona l’anno migliore di Seppi (2012-2013) e quello di Fognini (2013-2014) le differenze di resa non sono elevate. Sulla terra Fognini ha qualche cosa in più. Ribadisco sulle altre superfici è più forte Andreas.

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superpeppe (Guest) 28-10-2014 13:53

Scritto da cocciasecca
@ tennisgo (#1202316)
Fognini è un caratteriale ma di gran lungo superiore à Seppi. Poi dimentichi Camporese, Volandri, Gaudenzi e come talento puro Pescosolido. Ho rispetto per Andrea ma è sempre rimasto un piccolo Pioline.

Di certo ha saputo raccogliere di piu avendo meno talento di questi e questo vuol dire tanto. (eccerto fognini che ha raggiunto la posizione 13 del ranking raccogliendo meno di quanto potesse raccogliere)

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Marco (Guest) 28-10-2014 13:36

Sospetto che abbia anche subito psicologicamente il fatto di aver perso il titolo di numero 1 in Italia durante il 2013.

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cocciasecca (Guest) 28-10-2014 13:17

@ tennisgo (#1202316)

Fognini è un caratteriale ma di gran lungo superiore à Seppi. Poi dimentichi Camporese, Volandri, Gaudenzi e come talento puro Pescosolido. Ho rispetto per Andrea ma è sempre rimasto un piccolo Pioline.

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dieghito (Guest) 28-10-2014 12:59

wow che velocità ! Vivissimi complimenti per il vostro sempre attento lavoro !

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dieghito (Guest) 28-10-2014 12:48

Occhio redazione. Non vorrei sbagliarmi ma nella classifica LIVE avete ricalcolato per due volte gli stessi tornei futures……così sballa tutto…..Gaio salirebbe addirittura al 270 !!!!

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Giorgio69 (Guest) 28-10-2014 11:36

Questa settimana farà + 35 punti. Tornerà nei primi 50.

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don Pezzotta (Guest) 28-10-2014 10:13

Ci vuole una decisa sterzata (o sferzata?)

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paoli (Guest) 28-10-2014 10:11

@ tennisgo (#1202316)

pensa te come siamo messi allora…

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Libeccio (Guest) 28-10-2014 09:33

@ tennisgo (#1202316)

Infatti parla di tennis nostrano…detto questo d’accordissimo con tutto quello che hai scritto

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tennisgo (Guest) 28-10-2014 09:27

Penso l’articolo intenda indicare che Seppi è stato il primo giocatore “Italiano” a vincere 3 tornei ATP su 3 superfici diverse.
Seppi è da 40 anni a questa parte il migliore tennista italiano, non tanto per il tennis giocato, ma per la sua gestione atletica e mentale nel tempo: da oltre 9 anni è stabilmente nei primi 100 del mondo e da 6 anni praticamente sempre nei primi 50 con puntate nei primi 20. Averne altri di tennisti così potremmo dire finalmente di avere un movimento tennistico degno del nostro paese. !!

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