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Nick Kyrgios dice addio al suo coach: scelta giusta o avventata?

16/07/2014 07:41 3 commenti
Nick Kyrgios classe 1995, n.66 ATP
Nick Kyrgios classe 1995, n.66 ATP

Il talentino australiano classe ’95 Nick Kyrgios, messosi in luce al recente torneo di Wimbledon con la clamorosa vittoria sul numero 1 mondiale Rafael Nadal agli ottavi di finale, torna a far parlare di sé, questa volta per motivazioni che vanno al di là dei risultati tennistici ottenuti in campo.

È di qualche giorno fa la notizia che Kyrgios abbia deciso di separarsi dal coach neozelandese classe ‘82 Simon Rea, e più in generale abbia cambiato tutto il suo coaching staff: il suo nuovo head coach sarà Joshua Eagle, ex doppista australiano, che lo seguirà in giro per il mondo, mentre un altro ex giocatore australiano, Todd Larkham, seguirà il giovane aussie a Canberra, dove Kyrgios risiede e tornerà per la maggior parte della stagione nelle pause dall’attività agonistica. È stato invece confermato dall’entourage dell’australiano il suo preparatore atletico Aaron Kellett. Per quanto riguarda Todd Larkham nello specifico, si tratta di una sorta di allenatore di ritorno, avendo seguito il piccolo Nick dai 10 ai 16 anni.
Kyrgios, che tornerà in campo la prima settimana di Agosto per il Master 1000 di Toronto, ha fatto sapere di aver preso questa decisione già prima del Roland Garros e si è ovviamente prodigato nei consueti saluti di rito al vecchio allenatore, congedandosi da Rea e ringraziandolo per il gran lavoro svolto insieme, augurandogli inoltre amichevolmente il miglior futuro possibile.

I pareri riguardo questa scelta sono stati discordanti e la maggior parte delle voci degli appassionati, ha indicato in Kyrgios una mancanza di rispetto nei confronti di un allenatore che tanto gli ha dato e che così in alto ha contribuito a portarlo: come a dire, nel momento in cui insieme possiamo godere dei frutti di un duro lavoro godendoci risultati così importanti … tu mi fai fuori. La scelta è apparsa ai più quindi affrettata e che male si concilia con un periodo che dovrebbe essere di crescita equilibrata e graduale, più facilmente raggiungibile con una persona accanto che ben ti conosca e che sappia supportare i tuoi momenti di defaillance, dato un alto livello di familiarità sviluppato nel corso del tempo. Un percorso di crescita tennistica, professionale ma soprattutto personale da raggiungere con chi conosce ogni tuo aspetto.

Personalmente non trovo nulla di male nella volontà di cambiare, nel perseguire nuove sfide per ottenere nuovi obiettivi e traguardi da raggiungere, condividendo una naturale crescita con un nuovo allenatore, una persona che con il suo modo di lavorare differente, con le sue strategie di gioco e con i suoi preziosi consigli, possa indicare strade fino a quel momento sconosciute e forse per questo maggiormente stimolanti. Non si tratta a mio avviso di scelte avventate: le persone a cui si lega Kyrgios, sono persone note ai più, conosciute all’interno del movimento tennistico australiano, che ben saranno state valutate e scelte dopo vari ragionamenti. E non si può parlare neppure di mancanza di riconoscenza, in quanto proprio chi arriva all’apice, grazie anche al rapporto di fiducia consolidato con un allenatore, riesce ad avere una visuale migliore per poter individuare la strada ideale da perseguire per ottenere il massimo dal proprio tennis, che specialmente in età da teenager deve sempre arricchirsi di nuovi valori e di nuove armi per risultare redditizio all’interno del circuito pro. E non c’è nulla di sbagliato nel separarsi dal proprio coach, ammesso che questo avvenga secondo giudizio.

L’evoluzione fa parte dell’uomo e ho sempre pensato, soprattutto nello sport, che il cambiamento faccia rima con la parola slancio: chi lascia un porto sicuro apparentemente si ritrova in un luogo oscuro e pericoloso, ma solo chi ha questo coraggio, trova lo slancio per crescere e arrivare a trionfi ritenuti fino a quel momento irraggiungibili. Perché la conoscenza è sempre fonte di ricchezza.


Alessandro Orecchio


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3 commenti

Lo straniero (Guest) 16-07-2014 16:29

lui prende solo promesse

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Observ (Guest) 16-07-2014 10:16

Ma Quinzi non potrebbe chiamare Rea?

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PingPong 16-07-2014 09:19

Credo sia il momento migliore per staccarsi dall’allenatore, soprattutto per quest’ultimo. Rapporti umani a parte, se Kyrgios dovesse fallire col nuovo allenatore quello vecchio guadagnerebbe punti, oltre ad essere stato allontanato da “vincente”. In più chissà quante giovani promesse adesso spingono per farsi allenare da Rea. Il Do ut des è ampiamente soddisfatto.

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