Spacca Palle - Numero 27 ATP, Copertina, Generica

Spacca Palle: Terra battuta, sarà un affare privato tra Nadal e Djokovic?

10/04/2014 09:07 20 commenti
8 settimane di grande tennis su terra battuta</strong>, per un totale di 10 tornei in cui spiccano 1 Slam e 3 Master 1000, inclusi gli Internazionali di Roma.
8 settimane di grande tennis su terra battuta, per un totale di 10 tornei in cui spiccano 1 Slam e 3 Master 1000, inclusi gli Internazionali di Roma.

Dopo i quarti di Davis il tour maschile è tornato sulla terra battuta in quel di Houston e Casablanca. Due eventi ATP 250 che fanno da apripista alla stagione sul rosso europeo, che inizierà per davvero la prossima settimana a Monte Carlo.

Sarà una cavalcata avvincente e ricca di fascino, che culminerà con il Roland Garros. 8 settimane di grande tennis su terra battuta, per un totale di 10 tornei in cui spiccano 1 Slam e 3 Master 1000, inclusi gli Internazionali di Roma. In realtà la stagione sul rosso in Europa non terminerà con la coppa dei Moschettieri, ma proseguirà subito dopo Wimbledon con altri eventi 500 e 250; tornei di buona tradizione e discreto valore, alcuni anche ricchi di fascino come Gstaad o Umag, ma la “vera terra” è quella primaverile, dove tutti i migliori scenderanno in campo. Per vincere.
Lo scorso autunno ho scritto dettagliatamente come a mio parere la stagione sul rosso sia da anni mortificata. Troppo concentrata, compressa dai due “inutili” Master 1000 USA di primavera e la storia di Wimbledon, che ovviamente non si tocca. Ci sarebbe da ripensare molte cose, per restituire più importanza alla nostra amata terra, oggi bistrattata e snobbata a favore di un cemento che ha perso molto del suo fascino e spettacolo.

Non è questa la sede per parlare di nuovo dei problemi del calendario maschile, e se avete voglia vi rimando all’articolo dello scorso inverno.

Adesso è tempo per guardare al presente ed al prossimo futuro, andando a studiare quali possono essere i temi più interessanti dei prossimi eventi sulla terra. Ad iniziare da Monte Carlo, a cui prenderà parte anche Federer che ha accettato giusto martedì sera la Wild Card che il torneo aveva lì nel cassetto per lui.
Proprio nel principato l’anno scorso è andata in scena l’ennesima sfida della durissima rivalità tra Nadal e Djokovic. Fu una finale sorprendente, perché Novak riuscì nell’impresa titanica di sconfiggere (pure nettamente) il fortissimo rivale sul rosso più amico, dove non aveva mai perso in carriera. Vista anche la recentissima finale tra i due a Miami, tutto lascia pensare che l’intera stagione 2014 sull’argilla tritata possa di nuovo essere monopolizzata dal dualismo tra questi autentici “cannibali”.

Del resto non sarebbe la prima volta che accade… anzi, sarebbe quasi la normalità viste le stagioni primaverili scorse. Se Nadal è forse il più forte giocatore su terra battuta nella storia, Djokovic gli è dietro quasi in scia, se non per numero di successi almeno per finali raggiunte. Su terra i due hanno giocato contro 16 volte, con un bilancio di 13 vittorie a 3 per Rafael. Djokovic l’ha spuntata proprio al Country Club l’anno scorso e due volte nel suo anno top 2011, dominando il toro iberico a Roma e Madrid. Le due sfide più importanti giocate sul rosso restano però la finale di Parigi 2012, con Djokovic che strappò un solo set al rivale; e l’incredibile semifinale parigina 2013, quella passata alla storia per la sciagurata invasione del serbo, che probabilmente gli è costata non solo quel match ma il titolo.

I confronti diretti tra i due campionissimi sono 40 in totale. Grande equilibrio: 22 vittorie per Rafa e 18 per Novak, anche se l’iberico ha vinto sfide più pesanti negli Slam. Sul rosso i numeri confermano che i rapporti di forza si sbilanciano.
Gli indizi lasciano pensare che questa primavera nei grandi tornei su terra la sfida tra i due sarà ancor più dura e serrata. Nadal è solito arrivare al top della forma proprio a fine aprile, a raccogliere il massimo sulla natia terra e lanciarsi verso Wimbledon. Djokovic però è più che mai determinato nel presentarsi a Parigi per vincere l’ultima sfida ed annettere al suo palmares l’unico Slam che gli manca. Probabilmente con ancor più furia agonistica visto l’assalto mancato lo scorso anno e quell’errore banale che ha pagato carissimo.

A meno di infortuni, tutto lascia pensare che Novak sarà ancor più “cattivo” e pronto a dare ogni stilla di energia fisica e mentale per farcela quest’anno, visto che il tempo passa anche per lui. Dall’altro lato Rafael sta affilando i coltelli per vendicare nel suo feudo di Monte Carlo sia l’onta della sconfitta del 2013 che quella recentissima di Miami. Astenersi deboli di cuore, la domenica di Pasqua, quando i due probabilmente si sfideranno ancora sotto gli occhi del Principe Alberto, sono previste scintille tennistiche e tensione alle stelle…

Ma i due come si giocheranno queste probabili sfide 2014 sul rosso? Vedremo alcune novità tecniche? Da parte di Djokovic è possibile, se vuol provare il clamoroso upset a Parigi e sulla terra in genere. Il serbo è stato superiore a Nadal solo nel 2011, una primavera in cui letteralmente camminò sulle acque… Visse alcuni mesi di trance sportiva totale, uno stato di flow assoluto che gli permise di controllare in campo ogni aspetto del gioco, ridicolizzando anche il più forte “terraiolo” del mondo.

Cadde a Parigi solo per mano di un Federer eccezionale, che riuscì ad inserire problemi tecnici a cui non trovò risposta; ma a livello di intensità e di resistenza Nole toccò dei picchi che onestamente non credo riuscirà a trovare di nuovo. Quindi per provare a battere Nadal il serbo dovrà non solo essere al 100% fisicamente, continuo ed intenso quasi come in quel 2011, ma riuscendo anche a fare il punto con meno fatica, provando a superare il rivale tecnicamente.

Come? Rubandogli tempo e spazio, un po’ come riesce a fare sul cemento (o indoor). Djokovic dovrà essere in grado di prendere almeno un metro di campo a Rafa, cosa difficilissima sul rosso, imponendo per più tempo possibile i suoi ritmi ed accettando il pericoloso scambio dritto contro dritto. Cercare di abbattere Nadal su terra solo solleticandone il rovescio ed aprendo il campo è un’impresa troppo difficile anche per lui. Nadal non sbaglia quasi mai, e riesce con i suoi colpi telecomandati e carichi di spin a ributtare fuori il rivale riguadagnando il campo perso; il tutto aumentando così tanto la durata dello scambio da spezzarti a lungo andare. Inoltre se contro Rafa apri troppo il campo, lui è uno dei più bravi di sempre ad infilarti in corsa, con entrambi i fondamentali. Scontato che se fai con lui gara di corsa perderai per distacco. Ecco spiegato a grandi linee perché Nadal sul rosso non lo batti, e serve davvero una impresa per farcela.

Djokovic deve provare ad imporre i suoi ritmi nella schermaglia col dritto, cercando di buttare il rivale fuori dal campo e quindi spingere improvvisamente sul rovescio facendolo arrivare in corsa, costringendolo ad un colpo più complesso e percentualmente perdente. Facile a dirsi, molto molto molto complicato a farsi, perché Nadal in campo è sempre veloce, forte e lucido. Rafa sente il momento come pochi, capisce quando l’inerzia sta andando dall’altra parte delle rete e riesce ad invertirla a suo favore con colpi spesso fantastici, andando addirittura a rete se necessario, passando da spin micidiali a colpi più piatti e rischiosi. Nadal non è soltanto un agonista feroce ma un tennista tecnicamente molto più forte di quello che la maggior parte degli critici gli riconosce, e che lui stesso fa vedere in campo. In fin dei conti Rafa non dovrà inventarsi nulla. Dovrà cercare di giocare al meglio, ma come sempre. Contro un Djokovic probabilmente più propositivo, dovrà cercare di non cadere troppo velocemente in difesa, perché potrebbe farsi dura anche per lui se l’altro va a tutta. Dovrà solleticare il più possibile il dritto di Nole, che è diventato un colpo potente e vincente ma meno continuo e preciso; e soprattutto tenere alte percentuali di prime di servizio, perché sulla seconda il serbo metterà il pilota automatico rispondendo lunghissimo e centrale, togliendo subito quel famoso metro di campo che fa tutta la differenza del mondo. Se saranno sfide tra di loro per i grandissimi tornei, saranno certamente match molto intensi. Non sempre i più “belli” tecnicamente perché quasi sempre scadono nella rissa agonistica e la differenza tecnica si perde un po’… ma se ci sarà gara arriverà anche un certo tipo di spettacolo.

I tornei sul rosso saranno importanti quest’anno anche per la corsa al n.1. Djokovic non ha fatto mistero di volersi riprendere il torno perso lo scorso ottobre. Nadal ha cambiali pesanti in scadenza: Barcellona, Madrid, Roma e Roland Garros… quasi uno Slam rosso (da lui vinto nel 2010). Del resto ogni anno sulla terra battuta domina in modo dispotico e raccoglie valanghe di punti. Non è facile trovare avversari credibili che possano battere Rafael su terra, a meno di problemi fisici che non gli auguriamo; quindi Djokovic dovrà arrivare in finale e provare a battere il grande rivale per strappargli punti, senza aspettare che altri riescano a farlo. Se il serbo vuol provare ad avvicinarsi di nuovo al n.1 la strada è una sola: battere Nadal sulla terra, visto che guadagnerebbe togliendo all’attuale leader.

La speranza dell’appassionato medio, oltre alla quasi certezza di vivere altri episodi di questa rivalità storica, è che la stagione “on clay” possa regalare qualche sorpresa. Alzi la mano (tifosi di Nadal a parte, giustamente) chi non si è esaltato con la cavalcata di Wawrinka a Melborune. Dopo anni di “solite” finali a gonfiare i numeri delle grandi rivalità, qualche inserimento da dietro di gente nuova sarebbe una manna per rendere varietà ed interesse alle finali dei principali tornei europei. Mica facile però intuire chi quest’anno può avere armi, grinta e gambe per inserirsi. L’anno scorso fu Ferrer ad arrivare meritatamente in finale a Parigi, facendo però la figura della comparsa contro le mazzate del fortissimo connazionale. Quest’anno scrutando il ranking dall’alto verso il basso la speranza di novità diventa un miraggio, visto che alcuni big non se la passano bene e altri sul rosso sono poco attrezzati per impensierire davvero il dynamic duo di testa.

Wawrinka sul rosso ha ampiamente dimostrato di saperci giocare, e la pesantezza atavica che sempre l’ha zavorrato pare superata. Però il digerire la clamorosa vittoria australiana pare al momento impresa tanto ardua quanto il successo stesso… Era prevedibile un momento di calo, e così è stato. Vedremo se la terra riuscirà a rendergli quella intensità che l’ha portato a vincere uno Slam e che oggi manca totalmente nel suo tennis. Quando sta bene Roger su terra è uno spettacolo, e adesso pare stare discretamente bene.

E’ capace di regalare momenti di tennis sublime sfruttando l’unicità della superficie, la possibilità di fare cambi di ritmo e tagli; ma a quasi 33 anni che riesca a battere Nadal e Djokovic 3 su 5 sul rosso sembra quasi impossibile; semmai potrebbe provare in un 1000, tipo Madrid, con condizioni più veloci (torneo che infatti ha già vinto battendo pure Nadal). Ma erano altri tempi, e con il nuovo figlio in arrivo scommettere su di lui è un azzardo. Berdych ha sempre il colpo in canna, ma non riesce a spararlo praticamente mai. Troppe volte è arrivato a giocarsela con i top per poi fermarsi lì. Che ci riesca proprio quest’anno? Difficile, anche se i Cechi maturano tardi e lui ormai è più che maturo. Poteva esser il povero Del Potro un serio candidato al ruolo di vera mina vagante, ma l’ennesimo gravissimo infortunio ce l’ha portato via per tutto l’anno, forse per sempre. Grande amarezza per lui.

Ferrer sembra in calo, fisico e mentale. Ogni stagione moltissimi tuonano “quest’anno crolla…” e poi lui non crolla mai. Tuttavia ha appena fatto 32 anni, ha iniziato la stagione senza lo storico coach Piles ed ha affermato di aver dato tanto in carriera. Brutti segnali. Uno che si è attaccato ad ogni punto con determinazione feroce appena molla un centimetro rischia di scivolare malamente. Non scommetterei nemmeno su di lui come possibile outsider nei grandi tornei. E nemmeno è conveniente scommettere sul Murray visto a Napoli in Davis. Vero che Fognini è stato superbo, bellissimo, fantastico, e che Andy era appena arrivato sulla terra; ma al momento Murray è senza guida, è nella parte di stagione che meno digerisce, senza aver fatto una buona preparazione invernale e quindi in ritardo di condizione, e con la testa forse già focalizzata alla difesa di Wimbledon. Che arrivi ad insidiare Djokovic e Nadal sul rosso quest’anno pare utopia. Da Gasquet si aspettavano tutt’altri segnali dopo qualche mese di lavoro con el Rey de la tierra Bruguera. Non si è visto molto di nuovo e soprattutto di buono, con risultati modesti. Che esploda proprio ora sul rosso? Difficile ipotizzarlo.

Siamo in pratica già oltre la top10. Giovani rampolli nelle retrovie ideali a spiccare il volo su terra non se ne vedono. Che possa essere proprio il nostro Fognini l’outsider? Perché no… Fabio sta dimostrando sul campo una solidità incredibile, abbinata ad una classe tecnica e qualità ideali a giocare al massimo su terra. C’è tanta curiosità nel vederlo finalmente sfidare i migliori, già a Monte Carlo dove difende la semifinale 2013. Se manterrà questa serenità e convinzione, abbinata alla salute atletica, forse proprio il nostro n.1 potrebbe essere una delle peggiori mine vaganti per i big. La speranza è che ci arrivi a giocare questo tipo di match, magari un paio di semifinali nei 1000, per provare l’impresa e crescere ancora. E sperare in un tabellone “onesto” a Parigi, che gli eviti troppo presto Nole e Rafa. Sognare non costa nulla con un Fabio così in palla, maturo e consapevole.

Per chiudere segnalerei solo quel matto di Gulbis, che ha dimostrato in passato di poter compiere l’impresa anche su terra, ma siamo alla scommessa con quota a molte cifre… e soprattutto Dolgopolov, che ha iniziato alla grande la stagione sul rosso in America Latina, e s’è poi preso il lusso di battere Nadal (ma non su terra). Il tennis del “Dolgo” è adrenalina pura, una serie di slanci disordinati quanto affascinanti, con cui può produrre ogni tipo di accelerazione da qualsiasi posizione di campo, sorprendendo chiunque. Un genio di difficile comprensione, ma che non lascia indifferenti. Cavalcando il suo eccellente stato psico fisico, potrebbe anche fare il botto sul rosso. In molti ne sarebbero felici.


Marco Mazzoni


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20 commenti. Lasciane uno!

oddio (Guest) 10-04-2014 19:43

Scritto da antonioarpino
Ferrer anke se dice ke e in calo fisico sul rosso e pericolo e uno dei migliori terraioli ke ci sono in giro

per tutti ma non per Rafa e Nole che sistematicamente lo schiantano

20
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Jose mourinho (Guest) 10-04-2014 17:23

E una sfida tra loro due e basta…ferrer??? Ferrer contro nadal e nole su terra non ha chance e poi non mi sembra in grande forma quest’anno.l.dolgopolov??? Lo voglio vedere al Roland Garros cosa combina 3/5 con la tenuta fisica che ha neanche nei primi 10 e da mettere….x i master series magari qualche exploit può farlo, ma alla fine se li spartiranno tutti nadal e nole …poi ci sono roger murray fognini e wawrinka e ferrer che potrebbero dare fastidio ….ma non a vincere!!!

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antonioarpino (Guest) 10-04-2014 15:39

Ferrer e pericolo

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antonioarpino (Guest) 10-04-2014 15:37

Ferrer anke se dice ke e in calo fisico sul rosso e pericolo e uno dei migliori terraioli ke ci sono in giro

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caballo (Guest) 10-04-2014 14:08

@ groucho (#1037533)

Fognini deve assolutamente tirare fuori parecchi punti da Barcellona e Madrid..se lo fa non ha problemi nn solo a stare nei 13 ma forse anche qualcosa di meglio…per Montecarlo dipende molto dai sorteggi..se ha un tabellone buono fino ai quarti è già apposto visto che perderebe 180 punti che non sono un dramma guardando il ranking…

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caballo (Guest) 10-04-2014 14:03

Mia personale classifica ad oggi rispettando anche i momenti di forma( che da una setimana all’altra possono cambiare notevolmente..)
1 Djokovic
2 Nadal
3 Ferrer
4 Federer
5 Fognini
6 Dolgopolov
7 Dimitrov
8 Gulbis
9 Gasquet
10 Berdych

a qualcuno potrà sembrare strana la collocazione di vari dolgopolov e Gulbis…secondo me questo sarà il loro anno..rimarranno sempre dietro i primi 2 ma tutti gli altri secondo me li possono battere…

15
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Psyco Fogna 10-04-2014 13:23

Scritto da Luca Napoli

Scritto da rosinaldo
Ottimo articolo. Per me l’ordine di preferenza sul rosso al momento è il seguente:
1) Djokjovic
2) Nadal
3) Federer
4) Berdych
5) Wawrinka
6) Ferrer
7) Fognini
8) Gasquet
9) Gulbis
10) Dolgopolov

1. Nadal
2. Djokovic
3. Ferrer
4. Federer
5. Fognini
6. Wawrinka
7. Dolgopolov
8. Berdych
9. Dimitrov
10. Murray

Per me è così
1. Nadal
2. Djokovic
(Del Potro)
3. Ferrer
4. Federer
5. Fognini
6. Dolgopolov
7. Berdych
8. Wawrinka
9. Dimitrov
10. Murray

14
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Psyco Fogna 10-04-2014 13:20

@ barra de boca (#1037462)

Ma se sta facendo schifo… Se c’è qualcuno di pericoloso, a parte il nostro Fognini, è gente come Dolgopolov, Dimitrov, Gulbis ecc…

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groucho (Guest) 10-04-2014 12:25

Un ottimo articolo di Marco Mazzoni come sempre, un po’ meno ispirato del solito stavolta, ma d’altra il tema trattato è piuttosto pragmatico dunque va bene così.
Su Fognini, sarà molto importante per lui stare nei top 12 al momento della compilazione del tabellone del Roland Garros (e anche di Roma se possibile), per evitare di incontrare gli “imbattibili” negli ottavi, e al più trovarseli nei quarti.

12
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Luca Napoli 10-04-2014 12:21

Scritto da rosinaldo
Ottimo articolo. Per me l’ordine di preferenza sul rosso al momento è il seguente:
1) Djokjovic
2) Nadal
3) Federer
4) Berdych
5) Wawrinka
6) Ferrer
7) Fognini
8) Gasquet
9) Gulbis
10) Dolgopolov

1. Nadal
2. Djokovic
3. Ferrer
4. Federer
5. Fognini
6. Wawrinka
7. Dolgopolov
8. Berdych
9. Dimitrov
10. Murray

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Marco Mazzoni (Guest) 10-04-2014 11:49

@ Luca (#1037497)

ciao, e rispondo anche a Daje Fogna.
No, non mi sono dimenticato di Dimitrov. Verissimo che è migliorato, e che l’anno scorso sul rosso impensierì non poco Nadal a MC e battè addirittura Djokovic a Madrid.
Però il bulgaro continua a non convincermi sulla tenuta e sulla durata. Ne ho scritto più volte, e sapete che apprezzo non poco il suo gioco. Gli auguro di vincere molto quest’anno, magari anche sul rosso. Ma che possa realmente impensierire quei 2 a Parigi o in caso di SF di 1000 la vedo molto difficile. A lui smentirmi e ne sarei felice.

Chiaro che a livello più basso, ci sono altri tennisti che non ho citato e che possono far bene. I “soliti” Almagro e Simon, magari Del Bonis e Bautista Agut. Ma che arrivino molto in alto la vedo dura.
E la mia scommessa (da inizio anno e per tutto l’anno) resta sempre Thiem.

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rosinaldo 10-04-2014 11:21

Ottimo articolo. Per me l’ordine di preferenza sul rosso al momento è il seguente:

1) Djokjovic
2) Nadal
3) Federer
4) Berdych
5) Wawrinka
6) Ferrer
7) Fognini
8) Gasquet
9) Gulbis
10) Dolgopolov

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Luca (Guest) 10-04-2014 11:11

Complimenti, Marco, per l’articolo. Molto accurato e ricco, come sempre. Ti sei dimenticato (o è stata una scelta ben ponderata?) di citare tra i possibili outsider Grigor Dimitrov. L’anno scorso il bulgaro ha perso contro Nadal ai quarti a Montecarlo giocando tre buoni set e vincendone uno. Quest’anno è decisamente migliorato, è un po’ più abituato a vincere e a giocare partite importanti, ed è, sicuramente, anche più convinto delle sue possibilità (e questo nel tennis conta molto…). Io, quindi, non lo escluderei a priori dal novero delle possibili sorprese nelle prossime otto settimane sulla terra rossa.

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magilla (Guest) 10-04-2014 11:00

E SE LA MINA VAGANTE FOSSE FOGNINI?

7
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Kriss69forever 10-04-2014 10:53

Per Nadal c’è indubbiamente un’altra incognita che può risuktare decisiva: la tenuta fisica. Nessuno può sapere se le ginocchia di Nadal terranno: ai mali delke ginocchia si rimedia, si stabilizza, si sistema, ma non si guarisce completamente, rimane un meccanismo ad orologeria che può riesplodere in ogni momento, domani come fra 20 anni.
Questo gioca, paradossalmente, sia contro sia pro Nadal quest’anno: contro perchè con un calendario complicato al RG (tipo Gulbis – Dimitrov – Murray – Federer in serie) rischia di non farcela su match prolungati uno dietro l’altro, pro perchè se il dolore appare tardivamente e non troppo forte si renderà conto di potercela ancora fare ma per l’ultima volta, quindi si trasformerà in una tigre ferita.
Mi aspetto che la stagione si giochi molto su eventi collaterali come questo, piuttosto che su chi è più forte dei due.

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Marco93 10-04-2014 10:42

Secondo me nessuno potrà impensierire questi due…
Wawrinka si è proprio perso.
Federer non potrà mai batterli oggi sulla terra.

Forse e dico forse, Fognini potrà comunque stare dietro quei due. 😉

5
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luca92 10-04-2014 10:11

Quest anno Djokovic vincerà Parigi a mani basse se arriva in finale contro Nadal. Peró non è cosi scontato che ci arrivi.

4
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federes 10-04-2014 10:07

Mi sembra che Nole negli ultimi anni stia dimostrando una netta supeiorita’ rispetto a Nadal.
Nel periodo 2006-2009 nelle prime 18 sfide, nadal conduceva per 14-4
nelle ultime 22 sfide Nole conduce 14-8. questo significa che Il gioco di Rafa non mette piu’ in difficolta’ il serbo. Sul veloce ormai non ci sono piu’ dubbi, rimane un pizzicotto di superiorita’ a favore dello spagnolo solo sulla terra. Parigi sentenziera’ il cambio delle gerarchie.

3
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daje fogna (Guest) 10-04-2014 10:04

Articolo molto interessante, complimenti. Mi permetto di aggiungere Dimitrov all’elenco delle possibili sorprese 😉

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barra de boca 10-04-2014 09:19

bell’articolo marco anche se un pò troppo lungo per i miei standard da pigrone :mrgreen: tomas per me può batterli entrambi ma dovrà avere una stretta collaborazione dei 2 per almeno un set e mezzo,wawrinka non ce lo vedo se non avesse fatto il botto a melbourne si lo avrebbe fatto qui ma cosi no tagliato fuori a mio parere,se stava bene il botto poteva farlo jano perchè vero che sul duro forse è piu forte dato le sue caratteristiche ma è anche vero che è cresciuto su terra,in plonia si cresce su terra e se non sbaglio la maggior parte di challanger li ha vinti proprio li,vero che è un altro sport challanger e slam ma pure vero che questo può fare risultati dappertutto stile soderling ma non sta bene,io dico nole cmq a parigi

1
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